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Amicitia and caritas in the 7th Century: Isidore of Seville and His Sources


Abstract


Key words: amicitia; caritas; justice; unity; Isidore of Seville; Laelius; Cicero; Visigothic

Spain.

 

Abstract: The article studies the reception of Cicero’s Laelius in Isidore of Seville’s sententiae 3, 28-32, that offers the only extant theoretical conceptualization of amicitia as a form of interpersonal relation during the 6th and 7th centuries AD. Over the period, caritas was regularly used to describe social relations. Accordingly, the study’s key question is: how was classical concept of amicitia reintegrated into the Christian discourse of 7th century Roman-Barbarian Spain? The article suggests that the question of true unity in friendship was central for Isidore: he reconsiders patristic model of grounding amicitia in caritas that was interpreted as both the principle of right behaviour towards the neighbour and a ground of general political and religious unity of gens Gothorum. Thus, Isidore attempts to correlate the personal relations of amicitia with the principle of caritas that rules and unites the society. This suggestion helps to explain why Isidore pays attention to the ideal of friendship represented in Cicero’s Laelius. In the final analysis, the study tries to explain why Isidore builds the chapters on friendship from quotations and allusions on Laelius, suggesting that by these means Isidore’s text according to the principles of writing of Late Antiquity, established a set of references between relevant problems of unity and relations in 7th century Visigothic Spain and the authoritative text of the tradition.

 

Riassunto: Nel presente contributo viene studiata la ricezione del Laelius ciceroniano nelle sententiae di Isidoro di Siviglia (nello specifico, 3, 28-32), che offrono l’unica concettualizzazione teorica dell’amicitia, intesa come forma di relazione interpersonale, tra il VI e il VII secolo d.C. In questo periodo, era regolarmente usato il termine caritas per indicare il piano delle relazioni sociali. Costituisce allora il focus di questo studio il seguente interrogativo: come è stato reintegrato il concetto classico di amicitia nel pensiero cristiano della Spagna romano-barbarica di VII secolo? L’articolo cerca di dimostrare che la questione della vera unità, all interno dell amicizia, costituisca un tema centrale di riflessione per Isidoro di Siviglia: egli rivaluta il modello di stampo patristico, che consisteva nel fondare l’amicitia sulla caritas e che, inoltre, era interpretato sia come principio di un retto comportamento verso il prossimo sia come terreno di intesa comune, religiosa e politica, per la gens Gothorum. Isidoro tenta così di correlare i rapport personali di amicizia con la nozione di carità che regola e rinsalda le relazioni sociali. Ciò contribuisce a spiegare perché egli rivolga attenzione all’ideale di amicizia presentato nel Laelius. In ultima istanza, lo studio si propone di illustrare la ragione per cui Isidoro si serva, per scrivere i capitoli

sull amicizia, di citazioni e di allusioni tratte dal Laelius. In questo senso, nel testo, in ossequio ai principi che regolano la scrittura della tarda antichità, si innesta una trama di riferimenti, tra i problemi riguardanti l’unità e le relazioni nella Spagna visigotica del VII secolo e il testo consegnatoci dalla tradizione.


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DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2532-5353/2507

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