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Storie di cani. La cinofilia freudiana


Abstract


All'interno del bestiario psicanalitico, i cani si incontrano spesso, e chiunque conosca
i dettagli della vita di Freud sa che era un amante dei cani. Sarebbe un errore separare l'attenzione affezionata che Freud nutriva per questi animali nella vita familiare dalla sua pratica analitica e dal lavoro teorico. Al fine di comprendere meglio il ruolo dei cani nel bestiario freudiano va tenuta presente inoltre la sua amicizia con la principessa Maria Bonaparte, anche lei amante dei cani e collezionista di antichità. Congiungendo i fili del racconto, le vite e le opere di Freud e della Bonaparte rivelano la caninità che li teneva uniti, oltre al ricco bestiario che attraversa le rispettive scritture.


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DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2284-4090/1981

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