Variazioni

Corpi da ballo e corpi da favola nel teatro musicale sovietico di Sergej Prokof’ev


Abstract


L’articolo prende spunto dal balletto Romeo e Giulietta e dalla fiaba musicale Pierino e il lupo, due celebri opere di Sergej Prokof’ev scritte alla metà degli anni Trenta, quando il compositore rientrò definitivamente in Unione Sovietica dopo una lunga esperienza in Occidente. La “nuova semplicità” con cui Prokof’ev rappresenta i due principali protagonisti di questo teatro musicale – Giulietta e Pierino – ne rivela una dimensione corporea e gestuale che si intreccia strettamente con quella morale e psicologica nell’ambito della nuova estetica del realismo socialista. L’articolo illustra una neo-tonalità dalle forti valenze simboliche in cui spiccano fra i vari procedimenti un parco utilizzo della dissonanza e certi “spostamenti” armonico-formali tipici di Prokof’ev, ereditati dal suo periodo pre-sovietico, eppure resi più sofisticati. In tali espedienti si può ravvisare anche la componente corporea del pianista-compositore che scriveva al pianoforte la maggior parte delle sue musiche, trasferendo in esse la gestualità dell’esecuzione. In Pierino e il lupo un principale mezzo di espressione e rappresentazione musicale risiede nelle proprietà timbriche specifiche degli strumenti.

Dancing Bodies and Fairytale Bodies in Soviet Musical Theatre by Sergej Prokof’ev
The article deals with the ballet Romeo and Juliet and with the music fable Peter and the Wolf, two famous works composed by Prokofiev in mid-1930s, after his return to Soviet Union at the end of a long stay in Europe and North America. The “new simplicity” in which the main characters of Prokofiev’s music theatre appear shows - in the cases of Juliet and Peter - a physical and gestural dimension tightly connected with the moral and psychological dimension of the new aesthetic of Socialist Realism. The article takes into account a number of examples of neo-tonality imbued with strong symbolic values and showing a limited use of dissonance and a sophisticated palette of harmonic and formal moves inherited from his pre-Soviet period. In these compositional strategies one can see the physical component of the piano-player / composer who used to compose all his music on the keyboard, then transferring the gestural expressiveness of the performance even into his orchestral and stage works. In Peter and the Wolf the main device for expression and performance lies in the features of the timbre of each individual instrument.


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ISSN  2240-7944