• Silvia Verdiani, "Silenzio, immagini e parole. La costruzione del significato nella multimodalità digitale", Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne - Università degli Studi di Torino, Torino 2020
    V. 10 (2020)

    Cosa avviene quando coscienze linguistiche distinte, oltre ad essere separate dall’epoca, dall’area geografica di provenienza o dalla differenziazione sociale, dalle diverse dimensioni linguistiche, appartengono anche a domini semiotici diversi? È quel che accade ogni volta che comunichiamo in rete, l’interazione digitale è infatti l’ambito di comunicazione ibrido per eccellenza: in esso alla mescolanza di lingue diverse si sovrappone la mescolanza di codici diversi. Partendo dal presupposto che siano i nuovi bisogni espressivi e le nuove situazioni comunicative a spingere verso le innovazioni linguistiche, sembra dunque interessante tener conto del rilievo assunto dal repertorio visuale – e più in generale multimodale – nell’uso spontaneo dei nuovi media e constatare come le particolari strategie di costruzione del significato attualmente in atto non possano ormai più prescindere da queste seconde dimensioni. Del loro peso nell’uso digitale della lingua è bene avere consapevolezza per affrontare senza pregiudizi tutte le novità ad essa connesse. Un ruolo di centrale importanza nell’approccio al linguaggio verbale in Internet è legato alla funzione indessicale della lingua che, unito alla presenza di un archivio di riferimento di conoscenze del mondo condiviso, innesca un nuovo tipo d’inferenzialità nel ricevente. La conversazione attraverso i social network consente infatti azioni che non necessariamente sono presenti nello scambio vis-a-vis, ma che invece sono peculiari di Facebook, Twitter, G+, Instagram, Flickr e in generale dei social network: la condivisione di materiale multimediale di vario genere, l’opzione di richiamare i messaggi relativi a un tema specifico e la possibilità di glossarlo. Il materiale multimediale diventa così al tempo stesso parte integrante della comunicazione e modalità espressiva, focus del discorso e linguaggio metaforico condiviso. Questo lavoro di ricerca indaga come ambiti di ricerca diversi, e apparentemente distanti fra loro, possano interagire produttivamente con il panorama scientifico delle scienze del linguaggio, dell’immagine e della comunicazione, giungendo alla formulazione di un modello aggiornato dell'ibridazione linguistica che caratterizza la comunicazione in rete. 

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    Silvia Verdiani, Silenzio, immagini e parole. La costruzione del significato nella multimodalità digitale, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne - Università degli Studi di Torino, Torino 2020

    ISBN: 9788875901516

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, X)

  • Pierangela Adinolfi, Felisa Bermejo Calleja (a cura di), Seduzioni teatrali nelle culture romanze (Spagna, Francia, Portogallo), Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne - Università degli Studi di Torino, Torino 2019
    V. 9 (2019)

    Il Quaderno riunisce le comunicazioni presentate in occasione della Giornata Internazionale di Studi “Seduzioni teatrali nelle culture romanze (Spagna, Francia, Portogallo)”, che ha avuto luogo il 12 ottobre 2018 presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino. La giornata di Studi è da considerarsi quale fase intermedia del percorso di ricerca intrapreso dai docenti e ricercatori del Dipartimento di Lingue intorno al tema “Traduzioni, riscritture, poetiche del testo teatrale nelle culture romanze”, indagato nell’arco temporale delle ricerche locali 2016 e 2017. L’analisi dell’équipe ha beneficiato dei contatti tra le diverse aree dell’Ispanistica, della Francesistica e della Lusitanistica e la Giornata ha ospitato esperti stranieri di chiara fama (Francisco Gutiérrez Carbajo, Anne Teulade e José Camões) nell’ambito degli studi sul teatro, affiancati da giovani ricercatori del gruppo. I contributi, che ripropongono la suddivisione per sezioni appartenente al team, mettono in luce la dimensione pluridisciplinare degli studi condotti dal gruppo torinese ed il rilievo internazionale assunto dalle ricerche nel confronto con gli ospiti stranieri, specialisti del settore.

    Pierangela Adinolfi ha insegnato Letteratura Francese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino ed attualmente afferisce al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne. Si occupa della letteratura francese dell’Ottocento e del Novecento. Ha scritto, curato e tradotto diversi volumi fra cui Le illusioni di Gérard de Nerval (Champion, 1998), Passione e virtù. L’idea di felicità nella prima stagione del Romanticismo francese (dell’Orso, 1999), “Bonheur” e “existence” nella prima metà del XX secolo (Trauben, 2012), Henry de Montherlant, Lettere a Luigi Bàccolo (edizione critica, Torino, Nuova Trauben, 2018), Rousseau giudice di Jean-Jacques (Einaudi-Gallimard “Biblioteca della Pléiade”, 1997). Collabora con varie riviste scientifiche come “Studi Francesi”, “Rivista di Letterature Moderne e Comparate” e “Zeitschrift für französische Sprache und Literatur”.  

    Felisa Bermejo Calleja è docente di Lingua Spagnola al Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell'Università di Torino. Le tre linee fondamentali della sua ricerca sono (i) l'analisi e la descrizione della morfosintassi spagnola in chiave contrastiva spagnolo-italiano, (ii) la metalessicografia bilingue spagnolo-italiano / italiano-spagnolo e (iii) lo studio grammaticografico in riferimento all’insegnamento universitario dello spagnolo in Italia. (i) Ha pubblicato tre monografie sulla subordinazione e diversi articoli sul discorso indiretto e sui nuovi valori del perfetto composto nello spagnolo europeo. (ii) Si è occupata nello specifico dei dizionari bilingui di Lucio Ambruzzi e di Bacci-Savelli; inoltre ha analizzato, in altri dizionari, aspetti sui forestierismi e la norma linguistica. (iii) Ha realizzato studi specifici su grammatiche destinate a italofoni e pubblicate nella prima metà del XX secolo. Infine, è responsabile di diversi progetti di ricerca e membro di comitati scientifici e editoriali.

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    Pierangela Adinolfi, Felisa Bermejo Calleja (a cura di), Seduzioni teatrali nelle culture romanze (Spagna, Francia, Portogallo), Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne - Università degli Studi di Torino, Torino 2019

    ISBN: 9788875901332

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, IX)

  • Massimo Maurizio, Vittorio Springfield Tomelleri (a cura di), «Rivoluzione visiva attraverso visioni rivoluzionarie: alfabeti, cinema e letteratura in URSS», Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, Università di Torino, 2018
    V. 8 (2018)

    Il centenario della rivoluzione dell’Ottobre 1917 ha scatenato dappertutto, com’era del resto prevedibile, una congerie di iniziative culturali, tavole rotonde, conferenze e pubblicazioni di tenore molto diverso. La celebrazione dell’anniversario è servita così a stimolare la riflessione su un evento che, comunque lo si giudichi – e le opinioni al riguardo sono tutt’altro che concordi e univoche anche a distanza di un secolo –, ha rappresentato una cesura epocale, foriera di conseguenze durature e drammatiche, del XX secolo.

    Il presente volume è il risultato della combinazione di due eventi, indipendenti ma al contempo strettamente collegati fra loro dal punto di vista tematico: all’interno della conferenza annuale dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC), tenutasi a Torino il 6 e 7 novembre 2017, una sessione è stata dedicata alla questione degli alfabeti nel nuovo contesto politico-culturale che seguì la presa di potere dei bolscevichi e la formazione dell’Unione Sovietica dopo i terribili anni della guerra civile. Il secondo evento è stato il convegno internazionale “Dopo la Rivoluzione. Strategia di sopravvivenza in Russia dopo il 1917”, tenutosi all’Università degli Studi di Torino dal 7 al 10 novembre 2017 e organizzato dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, dal Dipartimento di Culture, Politiche e Società, dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione e dall’associazione Memorial Italia, e che ha coinvolto studiosi stranieri e italiani di diverse discipline (linguistica, storia, letteratura, cinema, architettura, e altre). L’idea alla base dei convegni è stata la volontà di dare voce ai vinti, alle vittime dell’utopia, della sua fine repentina e della sostituzione della stessa con forme di governo più “canoniche”. A fronte di ciò, in Russia le grandi speranze degli ultimi anni Dieci hanno reso possibile la definizione di una serie di proposte altrettanto utopiche, l’elaborazione di utopie personali, svincolate dal discorso statalista, che alcune figure hanno voluto e saputo portare avanti per sé, vivendo di fatto, quando possibile, due vite parallele, quella “statalizzata”, di facciata, sovietica, e una vita intima, che spesso si risolveva in una sfera artistica, avulsa dal discorso ideologicamente marcato, due vite che si sviluppavano su binari completamente diversi.

    «Rivoluzione visiva attraverso visioni rivoluzionarie: alfabeti, cinema e letteratura in URSS» riprende e sviluppa alcune delle tematiche affrontate durante quegli incontri.

    La prima sezione verte intorno all’idea generale della «rilettura»: della storia da parte dell’arte, di forme artistiche da parte di altre forme artistiche, del passato da parte del presente. Essa contiene contributi dedicati all’immagine che il cinema russo degli ultimi dieci anni propone degli avvenimenti del 1917 e della Guerra Civile che ne scaturì, alla rivisitazione in forma di film d’animazione della pièce Potec di A. Vvedenskij ad opera di A. Fedulov, e ai destini postrivoluzionari di alcuni collaboratori del quotidiano moscovita Žizn’ (22 aprile-6 luglio 1918).

    I contributi della sezione alfabetica sono collegati, direttamente o indirettamente, positivamente o negativamente, alla latinizzazione condotta in Unione Sovietica e, più in generale, alle questioni legate alla questione alfabetica nella fase iniziale di fervente cambiamento (orto)grafico. Pur toccando singoli aspetti di questioni che riguardano principalmente il Caucaso e l’Asia Centrale, essi offrono al lettore svariati spunti e stimoli di riflessione sul rapporto fra scrittura e identità̀, mostrando quanto fosse sentita, in epoca sovietica, la questione alfabetica, e quanto sia importante oggi studiarla da una prospettiva non centralista, ma che tenga conto invece della peculiarità̀ e particolarità delle singole realtà e lingue locali.

    Massimo Maurizio è ricercatore di Slavistica e insegna Lingua russa e Letteratura russa presso il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino.

    Vittorio Springfield Tomelleri è professore associato di Slavistica e insegna Filologia slava e Lingua e traduzione russa presso il Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia dell’Università di Macerata.

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    Massimo Maurizio, Vittorio Springfield Tomelleri (a cura di), Rivoluzione visiva attraverso visioni rivoluzionarie: alfabeti, cinema e letteratura in URSS, Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, Università di Torino, 2018

    ISBN: 978-88-7590-134-9

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, VIII)

  • Simone Bettega, Fabio Gasparini (edited by), «Linguistic Studies in the Arabian Gulf», Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, Università di Torino, 2017
    V. 7 (2017)
    The present volume collects nine contributions that describe the linguistic landscape of the Persian Gulf and Southern Arabia. These works introduce the reader to the extraordinary diversity of a region characterized by an ancient history of intersections, contacts and cosmpolitism. Through the ages, the south-eastern coast of the Arabian Peninsula has always represented one of the fundamental hubs of the world's commercial routes, a crossroads between the Mediterranean World, East Africa and Asia. The complexity of this land of encounters, trade and conflicts is reflected on the linguistic level: from the little known history of the indigenous South Arabian Languages (which are the focus of Julien Dufour's and Sabrina Bendjaballah's articles) to the presence of Arabic, great language of culture and international communication which manifests itself a myriad of local varieties (these are the object of Simone Bettega's, Roberta Morano's and Emma de Murtas' studies). Dénes Gazsi takes the reader to the transitional space which exists between the two shores of the Gulf and their respective linguistic horizons, the Arabic and the Persian one, where the identity of those who cross the sea is constantly being negotiated. Andrei Avram explores instead the little known reality of Gulf Pidgin Arabic, an unusual "lingua franca" whose existence is the result of the economic and political upheavals that the region has witnessed in the course of the last decades. This reminds us that linguistic change always reflects social change, and that change often comes at the price of loss. This is the topic of Fabio Gasparini's, Janet Watson's and Abdullah Musallam Al-Mahri's contributions, who relate the story of the decline and disappearence of the traditional languages of Southern Arabia, and of the worlds that disappear along with them.

    Simone Bettega is currently Adjunct Professor of Arabic Dialectology and Postdoctoral Researcher in Linguistics at the University of Torino. His main research interests include the study of syntax, sociolinguistics and linguistic contact, as well as language documentation and linguistic fieldwork. In particular, he has focused on the varieties of Arabic spoken along the coasts of the Persian Gulf and in Oman, where he carried out fieldwork during his PhD.

    Fabio Gasparini is a PhD student from the University “L’Orientale” of Naples. His current project concerns the study of Baṭḥari language, the least known and documented among the Modern South Arabian Languages. His main research interests are Modern South Arabian Languages and Semitic languages in general, Phonetics and Phonology, Endangered Languages and Documentation. His previous works related to Neo-Aramaic studies.

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    Simone Bettega, Fabio Gasparini (edited by), Linguistic Studies in the Arabian Gulf, Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, Università di Torino, 2017

    ISBN: 978‐88‐7590‐113‐4

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, VII)

  • Paola Calef, «"¡Viva quien vençe!". Una commedia inedita di Jacinto Cordero»
    V. 6 (2017)

    Jacinto Cordeiro (Lisbona 1606?-1646), o Cordero, come si firmava quando scriveva in castigliano, fu tra i più ingegnosi e affermati autori del teatro ispano-portoghese durante il periodo della Monarchia duale (1580-1640).
    Giuntaci in forma manoscritta e in un unico codice autografo, La gran comedia de ¡Viva quien vençe! costituisce, nel quadro della drammaturgia aurea spagnola, un esempio aggiuntivo della così chiamata comedia palatina, esempio nel quale il tema del potere si coniuga con il tòpos dei fratelli gemelli e dei loro destini incrociati. Essa si colloca, dunque, nell’alveo del recupero e del riuso del motivo plautino dei Menaechmi, rintracciabile nella produzione letteraria umanistica e rinascimentale europea.
    Come nel resto della sua produzione teatrale, anche in questa commedia Jacinto Cordero mostra di muoversi a pieno titolo nelle modalità proprie della Comedia nueva e di essere parte integrante del sistema culturale spagnolo, all’interno del quale, tuttavia, non manca di trasporre elementi e riferimenti più o meno diretti alla propria terra, allora periferia occidentale del regno filippino.

    Il presente volume raccoglie l’edizione semidiplomatica del testo e un saggio introduttivo a carattere storico-letterario, come prima disamina di questa commedia inedita del drammaturgo lusitano.

    Paola Calef, Dottore di Ricerca in Filologia Romanza e Cultura Medioevale dell’Università di Bologna, è Ricercatore di Letteratura Spagnola presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino. I suoi interessi rivolti al settore iberistico, si sono concentrati prevalentemente sulla ricezione della Commedia in Spagna (Il primo Dante in castigliano, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2013), sulla circolazione medievale del canone amoroso ovidiano e sulla narrativa rinascimentale (libros de caballerías e ficción sentimental). In ambito letterario novecentesco si è occupata della poesia lorchiana. 

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    Paola Calef, «¡Viva quien vençe!». Una commedia inedita di Jacinto Cordero, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università di Torino, 2017

    ISBN: 978-88-7590-109-7

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, VI)

  • Marzia Casolari, «The British Strategic Imperative in South Asia and Its Role in India’s Partition: 1942-1947»
    V. 5 (2017)

    India’s partition is one of the most controversial subjects in contemporary history of South Asia. This essay examines an almost neglected implication of India’s partion, namely the British attitude in actively supporting the fragmentation of the Indian subcontinent. The commonly accepted explanations of India’s partition put the blame for this event more on Indian responsibilities than on British intentions. This explanation is normally associated with the assumption that the British statesmen acted as mere agents, who eased decisions adopted by someone else, in fact the Congress and the Muslim League. This essay proves that the British military high commands and part of the political staff favoured the partition as the best solution to safeguard British interests in South Asia, in view of the end of the colonial rule. India played a fundamental role in containing the Soviet expansion southwards and to defend the Middle East and its oil reserves. The British high commands started to plan the partition of India in 1943, therefore much earlier than its implementation. British politicians were aware that the main Indian party, the Congress, would never accept any British interference in Indian defence and would never allow the use of Indian territory for military aims. Pakistan was the best solution. This country became a key ally of the UK and US in the cold war period and beyond.

    Marzia Casolari teaches History of Asia at the University of Turin. She has taught at the Faculty of Political Science at the University of Bologna, Forlì branch, and Perugia. She chairs Asia Maior, the Italian think tank on Asia and is member of the Italian Society of International History (Società Italiana di Storia Internazionale - SISI). She has carried out research in India from 1991 to 2000 as a fellow of the Italian Ministry of External Affairs, of the Indian Council of Historical Research and as a Ph.D. student. She published the volume In the Shade of the Swastika. The Ambiguous Relationship Between Indian Nationalism and Nazi-Fascism and several articles on Indian contemporary history, on Sri Lanka's and Bangladesh's politics.

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    Marzia Casolari, The British Strategic Imperative in South Asia and Its Role in India’s Partition: 1942-1947, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università di Torino, 2017

    ISBN: 9788875901127

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, V)

  • Virginia Pignagnoli, Silvia Ulrich (a cura di), «Open Literature. La cultura digitale negli studi letterari», Introduzione di Cristina Trinchero
    V. 4 (2016)

    Quali fattezze assumerà il libro nelle prossime fasi dell’era puntozero? Qual è l’impatto del Web sull’atto della lettura e sullo studio? Qual è l’effetto del digitale sulla creazione letteraria e sulla scrittura? Quali ripercussioni si avranno sulla ricerca e le pubblicazioni accademiche di area umanistico-letteraria, sulla loro forma, sui contenuti, sulle modalità di divulgazione? Quale processo innesca l’hic et nunc della Rete nel rapporto patrimonio culturale/fruitore? Com’è possibile far sì che strumenti “di massa” possano conciliare la volgarizzazione ad ampio raggio con la salvaguardia di contenuti e stili “alti”, dimostrare una presa sulla comunità sociale e nel contempo su quella scientifica?

    Questi gli interrogativi affrontati dalla ricerca Open Literature. Progetto di promozione della cultura digitale negli studi umanistici discussi nei saggi inclusi nel presente volume, dove a ponderazioni di taglio storico e teorico sono affiancati case studies rappresentativi di orientamenti metodologici e di approcci critici complementari, sempre in ambito letterario. Rivolgendosi tanto agli specialisti quanto a un pubblico più ampio ma sensibile alle problematiche sollevate dall’“invasione digitale”, la raccolta dà voce a un primo insieme di esperienze e di confronti, condotti anche in contesto straniero, foriero di idee e materiali che suggeriscono quali avranno da essere gli snodi prossimi del percorso scientifico intrapreso e i momenti successivi del progetto, maggiormente applicativi e con progettualità a lunga gittata temporale.

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    Virginia Pignagnoli, Silvia Ulrich (a cura di), Open Literature. La cultura digitale negli studi letterari, Introduzione di Cristina Trinchero, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università di Torino, 2016

    ISBN: 978-88-75901-05-9

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, IV)

  • Veronica Orazi, Silvia Grassi, Lídia Carol Geronès, Simone Sari, Isabel Turull (a cura di), «Linguaggi del metareale nella cultura catalana»
    V. 3 (2016)

    La metarealtà riflette i meccanismi con cui l’individuo e la collettività proiettano in una dimensione altra la lettura del mondo e della storia, delineando lo spazio d’intersezione tra noto e ignoto, percepito, indagato e riflesso in modo vario nel tempo, nei contesti in cui affiora, nel tipo specifico di espressione artistica che lo veicola e delle finalità di ciascuna opera. In questo oscillare tra mistero e conoscenza, tra dato oggettivo e fittizio, la metarealtà prende forma in maniera cangiante, secondo l’epoca, l’estetica, i codici culturali che la esprimono con procedimenti creativi differenti, ma sempre riflesso della tendenza a spiegare una realtà che sfugge o che si desidera ammantare di un significato altro.

    Il volume accoglie contributi che studiano gli aspetti salienti della riflessione su un tema dalle implicazioni e dalle manifestazioni tanto varie quanto strategiche per la comprensione della cultura catalana nella sua evoluzione, spesso con approccio interdisciplinare.

    In questa linea si collocano la produzione di matrice folclorica e il patrimonio culturale immateriale, la presenza del soprannaturale e dell’enfasi iperbolica nella letteratura e nell’arte medievali, le ibridazioni e il falso artistico-letterari, le leggende metropolitane, le rifrazioni del reale e dell’io frammentati, la produzione fantastica e neofantastica, l’evoluzione linguistica con le sue connotazioni peculiari, il plurilinguismo, le finalità speciali del linguaggio, della comunicazione e della traduzione, la deformazione del dato storico.

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    Veronica Orazi e Silvia Grassi, Lídia Carol Geronès, Simone Sari, Isabel Turull (a cura di), Linguaggi del metareale nella cultura catalana, Dipartimento di Lingue e letterature straniere e culture moderne, Università di Torino, 2016

    ISBN: 978-88-7590-106-6

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, III)

  • De l'Albicante, «Historia de la guerra del Piamonte», poema in ottava rima, edizione a cura di Luca Bellone.
    V. 2 (2016)

    L’Historia de la guerra del Piamonte (1538) di Giovanni Alberto Albicante è uno dei testimoni più rappresentativi di un sottogenere letterario poco noto e non ancora adeguatamente indagato, quello delle cosiddette «Guerre in ottava rima», corpus testuale caratterizzato da narrazioni che riproducono – riciclando da un lato il canone dei poemi cavallereschi, dall’altro, almeno parzialmente, le tradizioni anteriori dell’oralità canterina nelle nuove forme trasmesse dall’istituto tipografico – oltre un secolo di guerre d’Italia. Entro un simile perimetro, tanto uniforme dal punto di vista dello statuto discorsivo e merceologico quanto straordinariamente dinamico e articolato per genesi, finalità, tipologia, distribuzione areale e cronologica, l’Albicante racconta, con una apprezzabile interferenza di codici e con piglio semi-cronachistico, il sesto conflitto franco-spagnolo, che tra il 1535 e il 1538 devastò la regione subalpina.

    Il presente studio offre l’edizione del poema, accompagnata da una ricca introduzione e opportunamente corredata da un ampio apparato di note di commento filologico-letterario, linguistico e storico, da un accurato glossario e da particolareggiati indici onomastici toponomastici.

    Luca Bellone è Ricercatore in Filologia della Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino; collabora dal 2003 al Lessico Etimologico Italiano (LEI) (Universität des Saarlandes – Saarbrücken) e dal 2007 al Dictionnaire Étymologique Roman (DÉRom) (Université de Nancy; Universität des Saarlandes – Saarbrücken). I suoi interessi di ricerca coniugano filologia e linguistica italiana, con particolare attenzione all’edizione di volgarizzamenti (si veda ad esempio La tradizione italiana della «Vindicta Salvatoris». Edizione dei volgarizzamenti toscani, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2011), allo studio della lingua della letteratura italiana contemporanea, alla lessicologia italiana e dialettale (oltre alla collaborazione al LEI e al DÉRom, è stato per oltre un decennio redattore, sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti, del Repertorio Etimologico Piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2015).

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    De l’Albicante, Historia de la guerra del Piamonte. Poema in ottava rima. Edizione a cura di Luca Bellone, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università di Torino, 2016

    ISBN: 978-88-7590-101-1

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, II)

     

  • Massimo Maurizio (a cura di), «Oltre i confini. Nazione, linguaggi e cultura nel Centro Europa dal 1989 a oggi»
    V. 1 (2014)

    Il Quaderno pubblica gli interventi della giornata di studio Nazione, linguaggi e cultura nel Centro Europa dal 1989 a oggi, che ha avuto luogo all’Università di Torino il 26 marzo 2014, nell’ambito dei convegni promossi dal “Centro Studi Arti della Modernità” –http://centroartidellamodernita.it/.

    Nucleo portante delle singole relazioni, tenute da membri dell’omonimo gruppo europeo di ricerca e da eminenti studiosi, è il rapporto tra cultura e identità nazionale nell’area centro-europea. Partendo dalla Germania, tuttora impegnata nella ricostruzione della propria identità nazionale dopo quarant’anni di divisione, l’indagine si spinge a Est, verso paesi meno presenti nei nostri media ma pienamente europei, quali la Polonia e la Serbia.

     

    Massimo Maurizio è Ricercatore in Slavistica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino. Si occupa di  lingua e letteratura russa moderna e contemporanea e in particolare (ma non solo) di poesia. Ha al suo attivo numerosi contributi, tra cui le monografie “Bespredmetnaja junost’” A. Egunova: tekst i kontekst (Moskva, Intrada; izd’vo Kulaginoj, 2008) e Prossima fermata Cremlino. Percorsi reali e immaginari nella Mosca letteraria (Acireale, Bonanno, 2011) e alcune antologie: La massa critica del cuore... : antologia di poesia russa contemporanea (Milano-Udine, Mimesis-Hebenon, 2013); ha curato i seguenti volumi: Confini in movimento : studi di letterature, culture e lingue moderne (con G. Coci, M. Margarito, Acireale, Bonanno, 2014), ManifestAzioni: i manifesti avanguardisti tra performance e performatività (con A. Catalano, R. Merlo, Milano, Mimesis, 2014).

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    Massimo Maurizio (a cura di), Oltre i confini. Nazione, linguaggi e cultura nel Centro Europa dal 1989 a oggi, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università di Torino, 2014

    ISBN: 978-88-7590-100-4 

    («QuadRi» – Quaderni di RiCOGNIZIONI, I)