Indagine delle abitudini e dei comportamenti alimentari durante lo svezzamento di soggetti affetti da DCA

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Sara Forli
Alice Barale
Loretta Pennacchi

Abstract

Obiettivo dello studio

Lo svezzamento rappresenta, oltre agli aspetti più strettamente nutrizionali, una fase della crescita e dello sviluppo delicata e sensibile, in grado di influenzare la relazione del bambino con gli adulti che lo accudiscono e il suo comportamento alimentare, anche a lungo termine. L’obiettivo di questo studio è indagare le abitudini e i comportamenti alimentari durante la prima infanzia, di soggetti affetti da Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), rilevandone in particolare le modalità di svezzamento. I risultati sono stati poi confrontati con un’indagine analoga condotta su un gruppo di individui che non presentavano una diagnosi di DCA (gruppo di controllo).

Metodi

L’indagine è stata condotta su due gruppi di adolescenti di genere femminile di età compresa tra i 12 e i 24 anni. Il gruppo casi è composto da 30 soggetti seguiti presso il centro “Arianna” di Pisa e la Fondazione “Stella Maris” di Calambrone (PI). Il gruppo controllo è costituito anch’esso da 30 soggetti reclutati presso il comune di Rosignano Marittimo.

Per entrambi i gruppi è stata valutata l’età, il peso alla nascita, l’età del menarca e in caso di DCA l’età di esordio del disturbo.

Questionario

Come metodo di indagine è stato utilizzato un questionario ricavato modificando in parte il Test ICAP ‑ Individuazione Comportamenti Alimentari Problematici. Il questionario è composto da 35 domande divise in due parti, una alimentare e una comportamentale:

  • PARTE ALIMENTARE: riguarda l’andamento del peso nei primi anni, il timing di allattamento al seno e svezzamento.
  • La PARTE COMPORTAMENTALE: indaga l’atteggiamento del bambino a tavola (se stava seduto, se era distratto, se mangiava velocemente o lentamente) e i pasti della famiglia in generale (se venivano consumati tutti insieme e allo stesso orario).

Il questionario è stato somministrato alle madri e ai padri, o ad altri familiari, dei soggetti partecipanti allo studio.

Risultati

Una delle domande del questionario chiedeva se il bambino fino a 3 anni di vita risultava essere sovrappeso. I risultati hanno dimostrato una differenza significativa tra i due gruppi: il sovrappeso è associato al gruppo controllo.

Per quanto riguarda l’allattamento al seno, anche se non è presente una differenza significativa, circa il 40% di entrambi i gruppi non è stato allattato al seno nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo raccomandi in modo esclusivo nei primi sei mesi di vita come pratica di salute pubblica per tutta la popolazione mondiale.

Un aspetto importante che emerge dall’indagine effettuata, anche se non presente la significatività, è che circa il 40% di entrambi i gruppi è stato svezzato prima dei sei mesi di vita nonostante l’European Food Safety Authority ritenga che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti sino ai 6 mesi.

È stato chiesto ai genitori se riproponevano gli alimenti non graditi alle figlie e, anche se i risultati non sono significativi, è importante notare come buona parte degli intervistati non hanno riproposto gli alimenti.

Il questionario indagava l’utilizzo del succhiotto; risulta esserci una differenza significativa tra i due gruppi in particolare l’utilizzo del succhiotto è associato al gruppo controlli.

È stato osservato un trend di significatività che associa chi è stato forzato a mangiare al gruppo casi.

Dal questionario risulta inoltre in modo significativo come la non condivisione dei pasti in famiglia sia associata allo sviluppo di disturbi alimentari da parte delle pazienti. Infine abbiamo rilevato un’associazione tra chi non consumava i pasti insieme alla famiglia e chi è stato forzato a mangiare, trascurando che il momento del pasto costituisce uno degli aspetti più significativi della vita.

Conclusioni

I risultati del presente studio indicano che alcuni comportamenti adottati dai genitori durante lo svezzamento sono significativamente presenti nei casi con diagnosi di DCA.

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