L’indice di complessità assistenziale come strumento di pianificazione: studio osservazionale prospettico in due strutture neurochirurgiche

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Natascia Piermattei
Gianluca Moroncini
Gilda Pelusi
Rosalia Mercanti
Sara Salvucci
Andrea Carbonari
Fabia Pioli
Chiara Gatti

Abstract

Obiettivo dello studio

Obiettivo primario: misurare la complessità assistenziale, attraverso la metodologia dell’Indice di Complessità Assistenziale-ICA (Cavaliere, 1999), in due coorti di soggetti affetti da neoplasia intracranica e da patologia degenerativa vertebrale afferenti ai due reparti di neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Ospedali Riuniti di Ancona”. Obiettivo secondario: indagare il numero e la tipologia dei bisogni assistenziali manifestati dai pazienti al fine di identificare la possibilità di attribuzione degli interventi infermieristici a personale di supporto.

Materiali e metodi

Disegno dello studio: osservazionale prospettico.

Setting: due reparti di neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Ospedali Riuniti di Ancona”.

Campione: soggetti ricoverati con diagnosi di neoplasia intracranica o di patologia degenerativa vertebrale.

Strumenti: Software ICA 1.1.mbd di Bruno Cavaliere.

Raccolta dati: dal 1° febbraio al 30 giugno 2016 in cinque momenti della degenza ospedaliera.

Analisi dei dati: Statistical Analysis System 9.0 (SAS) e Microsoft Excel.

Risultati

Sono stati arruolati 80 soggetti, il 55% di sesso maschile. Per le due coorti di soggetti è emerso che la complessità assistenziale risulta essere “moderata” all’ingresso, con un peso intervento (PI) massimo di 3, “grave” all’intervento chirurgico e in I giornata post-operatoria, con un PI di 5, “moderata” in III giornata post-operatoria, con un PI di 4, “lieve” alla dimissione con PI massimo di 3, evidenziando tuttavia all’interno delle giornate esaminate delle differenze statisticamente significative in termini di impegno assistenziale tra le neoplasie intracraniche e le patologie degenerative vertebrali.

Discussione

Dall’analisi statistica la complessità assistenziale risulta essere maggiore per le neoplasie intracraniche rispetto alle patologie degenerative vertebrali (p<0.0001). L’impegno assistenziale relativo alla III giornata post-operatoria e all’ingresso non mostra differenze statisticamente significative. Tra gli interventi assistenziali rilevati, quelli della sfera “alimentazione”, “eliminazione”, “igiene”, “movimento”, potrebbero essere attribuiti all’Operatore Socio Sanitario (OSS), figura attualmente non inserita nei piani delle attività del setting analizzato.

Conclusioni

Misurare la complessità assistenziale utilizzando il metodo ICA potrebbe facilitare l’ottimizzazione della distribuzione delle competenze all’interno dell’equipe assistenziale nelle diverse giornate chirurgiche.

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