Diagnostica radiologica dell’articolazione coxo-femorale: la corretta tecnica per una diagnosi efficace. Case report

Contenuto principale articolo

Tommaso Prioreschi
Luca Della Sala
Mariella Agresti
Mario Coriasco

Abstract

Scopo

Obiettivo di questo lavoro è mostrare che:

  • La corretta diagnosi potrebbe essere compromessa da una tecnica radiologica incompleta o non correttamente eseguita;
  • Conoscere la biomeccanica del comparto articolare da studiare è uno step fondamentale nell’iter radiologico;
  • L’utilizzo della tecnica radiologica corretta è uno degli step fondamentali per la tutela della salute e della sicurezza del paziente.

Storia anamnestica

Il caso clinico riguarda un paziente di 59 anni che accede al punto di primo soccorso dopo un infortunio sul posto di lavoro: l´uomo, nell’atto di sedersi alla propria postazione, cadeva a terra subendo un trauma nella regione posteriore dell’anca sinistra. Dopo visita in Pronto Soccorso, il paziente era inviato in radiologia con richiesta di esame radiologico di bacino e anca sinistra. Il dato anamnestico riportava "infortunio sul luogo di lavoro, trauma gluteo e fianco sinistro, dolore e impotenza funzionale". Erano eseguite, in prima istanza, le proiezioni radiografiche AP e Frog Legs, che non evidenziavano rime di frattura.

Dieci giorni dopo il trauma, tuttavia, in occasione della prima visita ortopedica di controllo, il paziente era sottoposto ad esame radiografico che evidenziava una frattura di anca sinistra. In questo secondo approccio, la tecnica proiettiva prevedeva proiezioni finalizzate ad evidenziare al meglio la zona dolorante, che ancora a distanza di tempo rendevano impossibile al paziente la deambulazione autonoma: le proiezioni, ad eccezione della proiezione di Lauenstein eseguita per ultima, erano prive di movimenti in abduzione. Pochi giorni dopo il peggioramento clinico ha reso necessaria la Tomografia computerizzata (TC) dell’anca sinistra.

Conclusioni

Durante l’esame radiologico, il TSRM utilizza le conoscenze tecnico-pratiche in sinergia con le proprie capacità comunicative, per relazionarsi al meglio con il paziente ed effettuare le proiezioni più corrette anche in base alla biomeccanica articolare. È importante che la scelta delle proiezioni da eseguire avvenga sulla base del quesito diagnostico ed in modo consapevole, rispettando il ‘razionale’ scientifico da cui ogni proiezione trae fondamento. Ad esempio, in pazienti che abbiano subito traumi, è buona norma utilizzare proiezioni alternative a quelle che prevedono movimenti di abduzione, sia nel caso di sospette fratture sia nel caso di traumi contusivi, tutelando così la salute del paziente ma garantendo comunque un referto ottimale.

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Riferimenti bibliografici

[1] Balboni, GC (2000), Anatomia Umana, Terza edizione – Editore Ediermes

[2] Kapandji AI, (2011). Anatomia funzionale, arto inferiore, 6° Edizione Malone, Monduzzi Editore

[3] Prioreschi, T, Abdullah, W., & Della Sala, L. (2018). Tecniche di radiologia convenzionale e TC nell'impingement di anca, guidate da uno studio biomeccanico applicato. Journal of Biomedical Practitioners, 2(1)

[4] Thompson, JC (2015). Atlante di anatomia ortopedica di Netter. Elsevier srl