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 Prospettive e sfide dell'istruzione in Cina

Anno 2021, volume 12, numero 3

Il numero è dedicato al tema dell'istruzione, in un momento in cui si aprono nuove sfide per il sistema educativo cinese, sul piano della socializzazione culturale e politica, dell'inclusione sociale e della formazione orientata all'innovazione.

Tema oggetto della sezione monografica del numero

Nella preparazione del 14° Piano Quinquennale (2021-2025) per lo sviluppo economico e sociale, in cui si delineano anche gli obiettivi di lungo periodo da raggiungere entro il 2035, l’Ufficio Politico del Partito Comunista Cinese (PCC) ha discusso la necessità di rafforzare ulteriormente il ruolo di supervisione e indirizzo ideologico delle organizzazioni del PCC in seno alle università. Tali misure testimoniano il ruolo cruciale che il sistema d'istruzione (a tutti i livelli) riveste per il consolidamento dell'inquadramento ideologico della popolazione nella società cinese contemporanea. Il richiamo costante alla necessità di “non dimenticare l'intento originario del PCC e a ricordare fermamente la sua missione” (bùwàng chūxīn, láojì shǐmìng 不忘初心、牢记使命) mira a “serrare i ranghi” non soltanto ai fini di un più capillare controllo sociale, ma soprattutto per rilanciare le capacità del sistema di produrre innovazione e a vincere le sfide poste al paese da uno scenario internazionale sempre meno orientato all’interdipendenza e alla collaborazione in campo scientifico e tecnologico. Negli anni Duemila i pedagoghi cinesi si interrogavano soprattutto sulla capacità del sistema educativo cinese di instillare nelle nuove generazioni prodotte dalla politica del figlio unico un adeguato senso di responsabilità per il bene collettivo e sondavano i limiti della natura estremamente competitiva e rigidamente meritocratica di approcci didattici ancora improntati sull’esecuzione di compiti e sull’apprendimento mnemonico. Oggi la riflessione pare invece orientata maggiormente a delineare le strategie didattiche più efficaci in grado di assicurare al paese maggiore produttività e competitività che non sulla necessità di “educare alla creatività”. A fronte dei costi umani, sociali ed economici che la pressione del sistema educativo tuttora esercita su alunni, studenti e rispettive famiglie, soprattutto in ragione del suo orientamento preponderante alla preparazione degli studenti all’esame di ammissione all’università, negli ultimi anni il Consiglio per gli Affari di Stato e il Comitato Centrale del PCC hanno anche avanzato linee guida che vorrebbero migliorare la qualità complessiva della scuola dell’obbligo, proponendo obiettivi formativi orientati in maniera più equilibrata allo sviluppo morale, intellettuale, fisico ed estetico degli studenti. Una scuola che, a fronte di perduranti e significativi squilibri sociali nell’accesso all’istruzione, torna dunque a progettare un cittadino ideale, tanto sul piano politico e intellettuale, quanto su quello morale e fisico, secondo un indirizzo formativo che sembra ricalcare in modo inquietante i tratti dei totalitarismi del secolo scorso.

Questo numero di OrizzonteCina accoglie articoli non precedentemente pubblicati che offrano un contributo originale su tematiche significative riferite al sistema educativo cinese contemporaneo, tra cui (e non esclusivamente) le seguenti:

  •  le linee evolutive di lungo periodo e gli elementi di continuità e di discontinuità che caratterizzano il sistema educativo cinese all'inizio del XXI secolo;
  • le fondamenta ideologiche del sistema educativo cinese e i dispositivi che le implementano nella scuola dell'obbligo e nell'istruzione superiore;
  • l'analisi delle caratteristiche operative delle organizzazioni del PCC in seno al sistema d'istruzione primario, secondario e terziario;
  • le modalità con cui il sistema educativo cinese si misura con le disuguaglianze sociali, economiche, di genere e di residenza (urbana/rurale);
  • il modo in cui sono mutati orientamento, linguaggio, principi ed approcci della pedagogia cinese nel corso degli ultimi dieci anni;
  • la situazione delle "scuole irregolari" destinate ai figli dei migranti rurali trasferitisi nelle città cinesi;
  • lo studio di come la pandemia ha impattato sugli scambi internazionali legati all'istruzione superiore, sui flussi di studenti cinesi nelle università estere e su quelli degli studenti internazionali nelle università cinesi;
  • le diverse accezioni con cui l'innovazione è posta al cuore delle principali strategie di sviluppo dell'istruzione in Cina, a partire dal nuovo piano quinquennale;
  • lo stato dell'arte e le implicazioni della riforma del sistema educativo plurilingue nelle regioni, nei distretti e nei comuni autonomi abitati da minoranze etniche;
  • l'importanza delle scuole di lingua cinese e delle scuole cinesi parificate all'estero nei contesti della diaspora cinese internazionale;
  • una valutazione della situazione attuale, dei problemi e delle prospettive della literacy linguistica e funzionale in Cina, anche in prospettiva comparata;
  • l'analisi della rilevanza e delle funzioni specifiche delle scuole militari in seno al sistema educativo cinese;
  • l'evoluzione del posizionamento dell'istruzione superiore cinese a livello internazionale.


"Nuova era" e relazioni internazionali. Pratiche e discorsi di una Cina in ascesa

 Anno 2021, volume 12, numero 2

Il numero è dedicato alla proiezione internazionale della Cina nella "Nuova era".

Tema oggetto della sezione monografica del numero

Nella Cina della "Nuova era", la ricerca di un adeguato status internazionale rappresenta una componente essenziale dei processi di legittimazione politica interna. "Rialzatasi" (zhànqǐlai 站起来) nell'era di Mao Zedong e “arricchitasi” (fùqǐlai 富起来) nell’era di Deng Xiaoping, la Cina di Xi Jinping ambisce ora a “rafforzarsi” (qiángqǐlai 强起来) internazionalmente, portando con ciò a definitivo compimento la “grande rinascita della Nazione cinese” (Zhōnghuá mínzú wěidà fùxīng 中华民族伟大复兴) promessa dal Partito comunista. L’obiettivo pare oggi più che mai a portata di mano, in un contesto internazionale che – agli occhi della dirigenza cinese – risulta non solo caratterizzato dal protrarsi di un “periodo di opportunità strategica” (zhànlüè jīyù qī 战略机遇期), ma anche dal manifestarsi di “cambiamenti senza precedenti in un secolo” (bǎinián wèiyǒu zhī dàbiàn jú 百年未有之大变局) tali da prefigurare “l’ascesa dell’Oriente e il declino dell’Occidente” (dōngshēng xījiàng 东升西降).

In questo contesto, l’azione di politica estera della Cina si caratterizza per un’inedita ambizione che pare aver ormai definitivamente archiviato – tanto sul terreno delle pratiche quanto su quello dei discorsi – il “basso profilo” (tāoguāng yǎnghuì 韬光养晦) della vecchia era. Una linea di maggior intransigenza si rileva nelle pratiche e nei discorsi di Pechino entro il perimetro della propria periferia, con riferimento in particolare alle controversie territoriali oltre che all’irrisolta questione di Taiwan. Al tempo stesso, questa inedita ambizione caratterizza la proiezione della Cina oltre il tradizionale orizzonte regionale. Così, alla pressione crescente esercitata dagli Stati Uniti sin dall’amministrazione Obama, Pechino risponde articolando una sua visione dell’ordine internazionale e rivendicando un proprio “potere discorsivo” (huàyǔquán 话语权) nello spazio pubblico globale. In questo senso, la Belt & Road Initiative (BRI) rappresenta solo la più visibile manifestazione di un più generalizzato attivismo della Cina, volto a plasmare, adattare o contestare norme, regole e istituzioni dell’ordine internazionale liberale così come globalizzatosi alla fine della Guerra fredda.

Questo numero di OrizzonteCina accoglie articoli non precedentemente pubblicati che offrano un contributo originale su tematiche significative riferite alla Cina della "Nuova era" nella politica internazionale, alle relazioni tra la Cina e i principali attori della politica internazionale, nonché alle reazioni di questi ultimi all'ascesa cinese. Fra i temi di interesse del numero rientrano in particolare (ma non esclusivamente):

  • le percezioni cinesi dell'attuale contesto internazionale, il dibattito interno alle comunità epistemiche rilevanti e l'evoluzione del discorso ufficiale sul ruolo internazionale della Cina;
  • il rapporto fra i processi di legittimazione politica interna, la riaffermazione delle credenziali nazionali del Partito comunista e il perseguimento dello status internazionale di grande potenza come vettore della politica estera del paese;
  • la politica di Pechino verso la tradizionale periferia, inclusa la politica verso Taiwan, le controversie territoriali nel Mar cinese meridionale e orientale, le relazioni con il Giappone e le due Coree, con l’ASEAN e i Paesi del Sudest asiatico;
  • la politica della Cina verso gli Stati Uniti dall’amministrazione Trump all’amministrazione Biden, così come la politica verso altri primari attori internazionali (Russia, India, Unione Europea, Brasile ecc.);
  • l’evoluzione dell’atteggiamento cinese verso norme, regole e istituzioni dell’ordine internazionale liberale, con particolare riferimento al ruolo di Pechino nei principali regimi internazionali e alle iniziative volte a plasmarne di nuovi, a partire dalla BRI;
  • il ruolo dei diversi attori coinvolti nel processo di politica estera cinese, così come il ruolo di attori non governativi nella proiezione internazionale della “Global China”;
  • dimensioni e limiti della proiezione militare cinese all’interno e all’esterno del contesto regionale, inclusa la partecipazione a meccanismi di cooperazione internazionale come le operazioni di peacekeeping delle Nazioni unite;
  • obiettivi e strumenti del “potere discorsivo” della Cina e rapporto tra dimensione “soft” e “hard” del potere cinese nella sua proiezione internazionale;
  • reazioni alla proiezione internazionale della Cina: dall’evoluzione della China policy degli Stati Uniti e dell’approccio alla Cina dell’Unione Europea alle dinamiche di resistenza e adattamento alla “Global China” rilevate nei diversi contesti regionali e locali.


I 100 anni del Partito comunista cinese

Anno 2021, volume 12, numero 1

Il numero è dedicato al primo dei “Due centenari”, la ricorrenza del 100° anniversario dalla fondazione del Partito comunista cinese nel 1921.

Tema oggetto della sezione monografica del numero

Fondato nel 1921 in una fase di debolezza strutturale e radicale trasformazione della Cina, il Partito comunista cinese (Pcc) guida oggi la seconda economia mondiale e si dispone a proiettare l’“approccio cinese” quale formula di governance efficace anche oltre i confini cinesi. Tali confini restano contestati a vari livelli. Sul piano istituzionale interno è mutato l’assetto “un paese, due sistemi” in seguito all’implementazione della Legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. Su quello politico-internazionale, la dialettica tra Pechino e l’Occidente ha riportato la componente ideologica in primo piano, con riflessi sulla stabilità nello stretto di Taiwan. Sul versante identitario, l’esercizio di una più pervasiva influenza sulla definizione del perimetro e dei caratteri che qualificano la “cinesità”, soprattutto rispetto alle minoranze nazionali e alle comunità della diaspora cinese, colloca il Pcc in una posizione centrale rispetto alle strategie di costruzione di senso e di rappresentazione di sé anche di individui e comunità che non necessariamente hanno un passaporto della Repubblica popolare cinese.

Al contempo, la robusta crescita dell’economia “socialista di mercato” cinese e la risposta alla pandemia da Covid-19 corroborano la credibilità politica del Pcc quale agente di modernizzazione, sia dinnanzi all’opinione pubblica interna, sia presso i paesi che puntano a una diversificazione delle strategie di sviluppo oltre a quelle prospettate dalle istituzioni internazionali dominate dai paesi occidentali. La legittimazione fondata sulla performance del sistema di governance leninista cinese nell’accrescere la disponibilità di risorse materiali presso la popolazione è integrata dalla componente repressiva, che determina la compressione degli spazi di emancipazione individuale, libera impresa, rappresentanza sociale e azione collettiva non supervisionati al Pcc.

Questo numero di OrizzonteCina accoglie articoli non precedentemente pubblicati che offrano un contributo originale su tematiche significative riferite al centenario del Partito comunista cinese, tra cui (e non esclusivamente) le seguenti:

  • l’apparato filosofico-concettuale che integra l’ideologia del Pcc
  • il percorso della Cina verso una propria originale modernità/modernizzazione;
  • il dispositivo istituzionale del Partito-Stato nella Repubblica popolare cinese;
  • il rapporto Stato-mercato;
  • le relazioni tra Pcc, interessi organizzati e società civile cinese;
  • il ruolo del Pcc nella ridefinizione della storia e dell’identità “cinese”;
  • le articolazioni e le politiche di proiezione internazionale del Pcc;
  • la revisione dell’eredità delle diverse “generazioni” della leadership del Pcc;
  • la visione del mondo del Pcc, e del ruolo della Cina all’interno di esso;
  • il Pcc nelle case e nelle comunità dei cinesi dentro e fuori la Rpc.