Da Lascaux ai junkspaces (passando per Ippodamo da Mileto)

  • Giovanni Leghissa Università degli Studi di Torino

Abstract

Dire lo spazio, nominarlo affinché l’immagine che se ne rende corrisponda a qualcosa di univoco, non è impresa facile. Come l’essere, anche lo spazio si dice in molti modi. E non stupisca l’accostamento: dopo l’ubriacatura inflittaci da coloro che volevano farci credere che l’essere è tempo, si è capito che è meglio riflettere sulla spazialità se si vuole davvero comprendere in che modo gli umani (e non solo loro) attraversano le durate storiche e le epoche dell’essere.