Tra caso e progetto: alea e forme di soggettivazione nelle pratiche artistiche

  • Benoît Monginot Università degli Studi di Torino
  • Stefano Oliva Pontificio Ateneo S. Anselmo - Quasar Institute for Advanced Design
  • Sébastien Wit Université dé Picardie Jules Verne

Abstract

Le forme artistiche traducono e producono forme di soggettivazione. Presentandosi come il precipitato di un insieme di rappresentazioni, pratiche, atti e decisioni dei loro autori, esse definiscono percorsi estetici e modalità interpretative che impegnano la condotta del pubblico, oltre a quella dell’artista stesso. Possono quindi essere considerate “dispositivi” nel senso preciso che Agamben attribuisce al termine: «Qualunque cosa abbia in qualche modo la capacità di catturare, orientare, determinare, intercettare, modellare, controllare e assicurare i gesti, le condotte, le opinioni e i discorsi degli esseri viventi» (Agamben 2006, 22), o di definire “modi di essere” in base alla loro “capacità dinamica di impatto esistenziale”, al modo in cui intrecciano il piano delle forme e delle rappresentazioni a quello dell’esistenza (Macé 2011).

Biografie autore

Benoît Monginot, Università degli Studi di Torino

Professore Agrégé di Lettere moderne – attualmente Lettore di scambio presso l’ambasciata di Francia e l’Università di Torino. Dottore di ricerca in Letteratura francese, membro del gruppo di ricerca ALEA, la sua ricerca verte sulla poesia francese dell’Ottocento e del Novecento, sulla teoria letteraria, sui rapporti tra filosofia e letteratura nonché sulle pratiche di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo la monografia Poétique de la contingence (Honoré Champion, 2015).

Stefano Oliva, Pontificio Ateneo S. Anselmo - Quasar Institute for Advanced Design

Dottore di ricerca in Filosofia all’Università degli Studi Roma Tre, è stato assegnista di ricerca nel medesimo Ateneo ed è attualmente ricercatore presso il Centro DISF (Pontificia Università della Santa Croce). Docente presso la Facoltà di Filosofia del Pontificio Ateneo S. Anselmo e il Quasar Institute for Advanced Design, ha curato l’edizione italiana di Alain Badiou, L’antifilosofia di Wittgenstein (Mimesis, 2018).

Sébastien Wit, Université dé Picardie Jules Verne

Professore Agrégé di Lettere moderne, e dottore di ricerca in Letterature comparate. Attualmente assegnista di ricerca presso l’Università di Picardie, segue e coordina le attività della rete scientifica ALEA. Ha pubblicato nel 2019 una monografia dal titolo Romans du hasard: Italo Calvino, Julio Cortázar, Philip K. Dick, Marc Saporta (Presses universitaires de Rennes). La sua ricerca verte sulla crisi della cultura del libro nel XX secolo (intesa sia come crisi della forma dell’oggetto “libro” che come crisi del logos in quanto facoltà di comprendere il mondo).

Pubblicato
2021-03-15