https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/issue/feed PinC | Prevenzione in Corso 2020-03-24T09:55:45+01:00 Redazione PINC pinc.tpall@unito.it Open Journal Systems <p>“Prevenzione in Corso” – Giornale di metodi e pratiche per le tecniche della prevenzione, è la prima rivista italiana a coprire il campo delle Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.</p><p>Vi sono raccolti i risultati più rilevanti delle ricerche effettuate in questo settore dando anche spazio ai lavori delle tesi di laurea per offrire un’occasione di pubblicazione a chi si affaccia al mondo di questa professione.</p><p>Il comitato editoriale ha inoltre ritenuto opportuno destinare maggiore risalto ai metodi e alle pratiche più innovative.</p> https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4010 Indice generale ed editoriale 2020-03-24T09:55:45+01:00 Alessando Santin alessandro.santin@unito.it Indice generale ed editoriale 2019-12-12T17:38:04+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4011 Salute e sicurezza dei lavoratori della logistica: un approfondimento nell’area torinese 2020-03-24T09:55:44+01:00 Giorgia Galasso giorgia.gala86@gmail.com <p><strong>RIASSUNTO</strong></p><p><strong>Introduzione: </strong>La logistica è un comparto in forte espansione. I lavoratori che vi operano non costituiscono un gruppo omogeneo perché appartengono a professioni molto diverse.</p><p><strong>Obiettivo:</strong> Individuare i principali rischi di salute e sicurezza dei lavoratori della logistica in Piemonte, in particolare nell’area torinese.</p><p><strong>Materiali e metodi:</strong> Per valutare l’impatto della logistica in Piemonte si sono utilizzati i flussi informativi INAIL-Regioni. Per la raccolta di informazioni sul campo sono stati predisposti due tipi di questionari rivolti a autisti e magazzinieri. L’analisi della letteratura ha consentito di individuare gli ambiti principali di interesse della comunità scientifica, stabilendo le priorità dell’investigazione. Un ulteriore approfondimento dei problemi vissuti dai lavoratori è stato possibile grazie ai materiali raccolti tramite interviste in profondità.</p><p><strong>Risultati:</strong> I tassi infortunistici della logistica sono in diminuzione sia per il complesso degli infortuni, sia per il sottoinsieme degli infortuni gravi. I questionari sono stati somministrati a 19 autisti e 4 magazzinieri, mentre le 8 interviste riguardano lavoratori dipendenti di cooperative, per lo più magazzinieri. Gli autisti utilizzano automezzi monitorati con sistema GPS. La maggior parte si occupa anche delle operazioni di carico e scarico. Il 21% ha avuto degli infortuni. Nell’attività di magazzinaggio le criticità emerse riguardano la flessibilità degli orari e i tempi stretti, la mancata climatizzazione degli ambienti, i ritmi eccessivi e la sicurezza in magazzino nelle operazioni di scarico e movimentazione dei colli.</p><p><strong>Discussione:</strong> Per gli autisti sono stati riscontrati problemi fisici, quali dolore a spalle e schiena, e psicologici, quali stress e stanchezza dovuti principalmente a ritmi di lavoro eccessivi. Questi ultimi due fattori possono favorire gravi incidenti e avere implicazioni serie per la salute. Ciò trova conferma in letteratura che indica una forte correlazione tra stanchezza e insorgenza di apnea del sonno nei lavoratori dei trasporti, acuiti da mancanza o inadeguatezza delle pause di riposo. Riguardo ai magazzinieri i rischi maggiori di infortunio sono rappresentati dalla grande confusione di mezzi e persone in movimento.</p><p><strong>Conclusioni:</strong> Oltre ai rischi inerenti alla guida e ai pericoli della strada, nella logistica sono presenti rischi professionali specifici quali: la movimentazione manuale dei carichi, l’esposizione a sostanze pericolose anche in ambienti confinati, le posture fisse e prolungate, gli agenti fisici e biologici, le condizioni climatiche estreme, nonché i rischi di natura organizzativa. Occorre che sicurezza e salute dei lavoratori del settore logistica diventino una priorità nelle agende a diversi livelli.</p> 2019-12-12T17:38:04+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4012 Street Food: Analisi del livello di formazione degli OSA nell’ottica della sicurezza del consumatore e del rispetto della normativa 2020-03-24T09:55:41+01:00 Francesco Federico Bisogno alessandro.santin@unito.it <p>Per “street food” si intendono tutti gli alimenti già pronti per il consumo, venduti e spesso preparati per strada o in altri luoghi pubblici.</p><p>Attualmente, secondo le stime FAO, circa 2,5 miliardi di persone nel mondo mangiano quotidianamente cibo di strada. Vista la costante ascesa dell’incidenza delle malattie trasmesse da alimenti nei Paesi industrializzati e la crescente dimensione del fenomeno “street food” in Italia, risulta fondamentale valutare accuratamente le caratteristiche di questa tipologia di ristorazione, le cui peculiarità comportano criticità strutturali e ambientali che assumono ancora maggiore importanza se non gestite in modo corretto dal venditore.</p><p> </p><p>Per raggiungere lo scopo dello studio di analizzare il livello di formazione degli operatori del settore e il loro rispetto della normativa, è stata predisposta una checklist/questionario anonima, volta anche ad ottenere informazioni utili per poter individuare e in seguito valutare le eventuali carenze  formative e strutturali che potessero caratterizzare operatori e attività commerciali, permettendo così anche di mappare sommariamente la situazione nel territorio della Città Metropolitana di Torino.</p><p>La checklist, composta da 60 domande suddivise in 6 sezioni in base agli ambiti, è stata somministrata di persona a un campione di 67 operatori, titolari o dipendenti, individuati sul territorio della città metropolitana di Torino. Di questi, 51 hanno accettato di rispondere della checklist, 16 si sono rifiutati.</p><p> </p><p>Le risposte ottenute dai questionari hanno permesso di individuare diversi punti critici: rispetto al reale grado di formazione dell’OSA si è registrato un livello di conoscenza parziale, in particolare riguardo ai concetti di contaminazione crociata e di cattivo stato di conservazione degli alimenti.</p><p>Valutando invece il livello di formazione degli operatori sui requisiti strutturali e l’aderenza della loro attività alla normativa vigente è emerso che le carenze più gravi riguardano, tra le altre, l’adeguata separazione di alimenti di origine differente, il mantenimento e il controllo della catena del freddo.</p><p> </p><p>Lo studio ha evidenziato come gli OSA del settore street food debbano gestire problematiche di non facile risoluzione, fatto questo che, unito alla rilevante carenza di formazione e alla difficoltà che incontrano gli organi di controllo ufficiali nell’effettuare controlli mirati, rende la situazione difficile, come evidenziato dai risultati delle checklist che si sono rivelati infatti tutt’altro che ottimali nell’adempimento agli obblighi legislativi e nelle nozioni base di sicurezza alimentare.</p> 2019-12-12T17:38:05+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4013 Analisi degli infortuni lavoro correlati a fini di prevenzione: un approccio evoluto di indagine sulla catena degli eventi 2020-03-24T09:55:39+01:00 Mario Patrucco mario.patrucco@unito.it <p>La definizione delle cause degli infortuni lavoro correlati costituisce notoriamente strumento prezioso a fini di prevenzione. Tuttavia, non sempre tale indagine si presenta agevole, specie nei complessi scenari operativi moderni, nei quali una puntuale disamina delle caratteristiche e deviazioni di sistema risulta imprescindibile per pervenire ad una corretta comprensione delle cause iniziali degli eventi incidentali.</p><p>La nota tratta degli aspetti salienti e dei risultati ottenibili mediante l’impiego di una procedura computer assistita - Computer aided Cause Consequence analysis for Prevention - CCCP - messa a punto sulla base di un criterio di investigazione rigoroso, pienamente coerente con lo spirito della Direttiva Sociale europea 89/391/CEE e con i dettami delle vigenti normative nazionali da essa derivate.</p><p>Pur lasciando all’analista piena facolta’ di valutazione, CCCP fornisce una guida esaustiva nella analisi della catena di eventi, favorendo la completezza della analisi stessa, e richiama la sua attenzione su eventuali non volute arbitrarieta’ di giudizio, talora determinate anche dalla sussistenza a tutt’oggi di criteri e convinzioni quanto meno datati, da cui possono derivare approcci di prevenzione non adeguati.</p><p>L’approccio diviene particolarmente prezioso nelle situazioni in cui la messe di dati sugli infortuni occorsi reperibile nei Data Bases nazionali ed internazionali e’ fortemente limitata, e quindi in particolare per lo studio della sicurezza in operazioni speciali caratterizzate da un numero limitato di addetti, in quanto puo’ essere efficacemente utilizzata anche per la analisi dei Near Misses.</p> 2019-12-12T17:38:06+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4014 Valutazione dell’empowerment dei lavoratori all’interno di un progetto di promozione della salute effettuato sul territorio novarese 2020-03-24T09:55:37+01:00 Martina Doro martina.doro11@gmail.com <p>Le malattie cronico-degenerative costituiscono la principale causa di morte in quasi tutto il mondo. L’arma più efficace per combattere queste patologie è rappresentata dalla promozione di stili di vita sani. Gli interventi di promozione della salute vengono attuati negli ambienti di lavoro in quanto rappresentano contesti utili a favorire l’adozione di comportamenti protettivi per la salute e offrono la possibilità di raggiungere più facilmente la fascia di popolazione adulta. Questo studio si propone di osservare la realizzazione del progetto di promozione della salute messo in atto dall’ASL di Novara, con una particolare attenzione al coinvolgimento dei lavoratori.</p><p>Il progetto di Workplace Health Promotion (WHP) che ha coinvolto quattro aziende prevedeva la somministrazione di questionari agli addetti volti a rilevare il loro attuale stato di salute. La bassa percentuale di rispondenza, in particolare degli addetti alla produzione, ha stimolato l’interesse a valutare il reale coinvolgimento dei lavoratori nell’intero processo. Per fare ciò è stata effettuata una valutazione dell’empowerment secondo il metodo proposto da Glenn Laverack.</p><p>La valutazione tramite il modello di L. ha dimostrato la presenza di un approccio prevalentemente top-down, in cui sono le figure apicali a decidere le azioni da intraprendere per l’intero organico aziendale. In effetti, gli interventi messi in atto nei programmi di promozione della salute derivano spesso da un’analisi dei bisogni propri delle figure di responsabilità.</p><p>Pur con i limiti messi di rappresentatività dei soggetti che hanno risposto al questionario dai dati emerge che le persone con un basso titolo di studio e che svolgono una mansione meno qualificata reputano peggiore la propria salute rispetto a chi possiede un titolo di studio superiore o svolge una mansione di responsabilità. Tuttavia, è difficile stabilire quali di questi cambiamenti sia dovuto all’empowerment dei lavoratori o piuttosto alle decisioni aziendali e quindi quanto l’intervento sarà duraturo nel tempo. Per implementare correttamente un intervento di promozione della salute che consideri l’empowerment del lavoratore, occorrerebbe utilizzare una metodica denominata parallel-tracking, cioè un modello di progettazione in cui si integrano i processi top-down e bottom-up.</p> 2019-12-12T17:38:06+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4015 Valutazione ergonomica degli arti superiori negli addetti al carico e scarico bagagli di un aeroporto 2020-03-24T09:55:35+01:00 Marco Sartorello marco.sartorello@edu.unito.it <p>Dato l’aumento di disturbi muscolo-scheletrici riscontrato negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente necessità di saper evidenziare e valutare il rischio ergonomico.</p><p>Gli obiettivi dello studio sono:</p><ul><li>descrivere l’esposizione a fattori ergonomici per gli arti superiori dei lavoratori addetti alla movimentazione bagagli presso un aeroporto;</li><li>valutare la validità dei punteggi rilevati tramite Check List OCRA autoriferita, e i punteggi assegnati mediante la corrispondente check-list osservazionale.</li></ul><p>Per la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico determinato dallo svolgimento di movimenti ripetuti degli arti superiori è stato utilizzato il protocollo OCRA (Occupational Repetitive Action).</p><p>La ricerca per mezzo di check-list OCRA osservazionale è stata eseguita mediante lo svolgimento di video che sono serviti poi per rispondere alle domande presenti sulla check-list.</p><p>La parte riguardante la somministrazione di check-list autoriferite è stata svolta in un secondo momento.</p><p>La relazione tra punteggio dell’indice OCRA osservato e quello autoriferito è stata esaminata anche mediante analisi di concordanza. i lavoratori che operano nella stiva sono quelli con il più alto livello di esposizione;</p><p>I risultati dello studio dimostrano che la validità del questionario è piuttosto elevata, cosa che ne supporta l’utilizzo per una valutazione preliminare di valutazione dell’esposizione a rischi ergonomici.</p> 2019-12-12T17:38:07+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4016 Studio sperimentale in condizioni controllate sull’aumento di sostanze a rischio per la salute nell’acqua calda sanitaria all’interno degli accumulatori dotati di anodo sacrificale al magnesio 2020-03-24T09:55:33+01:00 Stefano Sghedoni stefano.sghedoni@ausl.re.it Indagine sperimentale in materia di igiene e sanità pubblica 2019-12-12T17:38:07+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4018 I compiti generali del Responsabile Tecnico della Gestione dei Rifiuti: la deliberazione n. 1 del 23 gennaio 2019 del Comitato Nazionale Albo Nazionale Gestori Ambientali 2020-03-24T09:55:30+01:00 Michele Montrano michele.montrano@unito.it <p>Aggiornamento Normativo in materia di igiene e sicurezza ambientale</p><p>Responsabile Tecnico della gestione dei rifiuti</p> 2019-12-12T17:38:08+01:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/4019 Recensione del libro “Sicurezza e pensiero sistemico” 2020-03-24T09:55:29+01:00 Beatrice Terraneo beatrice.terraneo@ats-brianza.it Interessante appronofondimento inerente libro “Sicurezza e pensiero sistemico” 2019-12-12T17:38:08+01:00 ##submission.copyrightStatement##