https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/issue/feed PinC | Prevenzione in Corso 2021-05-06T16:43:51+02:00 Redazione PINC pinc.tpall@unito.it Open Journal Systems <p>“Prevenzione in Corso” – Giornale di metodi e pratiche per le tecniche della prevenzione, è la prima rivista italiana a coprire il campo delle Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.</p><p>Vi sono raccolti i risultati più rilevanti delle ricerche effettuate in questo settore dando anche spazio ai lavori delle tesi di laurea per offrire un’occasione di pubblicazione a chi si affaccia al mondo di questa professione.</p><p>Il comitato editoriale ha inoltre ritenuto opportuno destinare maggiore risalto ai metodi e alle pratiche più innovative.</p> https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5805 Indice generale 2021-05-04T11:21:27+02:00 Alessando Santin alessandro.santin@unito.it <p>Indice generale</p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5806 Sicurezza dei lavoratori italiani all'estero: dal documento di valutazione dei rischi alla formazione del personale 2021-05-04T11:21:25+02:00 Sabrina Ferro Famil sabrina.ferrofami@edu.unito.it <p>La sicurezza dei lavoratori italiani all’estero è un problema più che mai attuale, considerato che,<br>l’espansione dei mercati e la graduale internazionalizzazione delle aziende, hanno creato<br>l'esigenza di inviare sempre più spesso lavoratori all’estero e, conseguentemente, gestire le<br>questioni di sicurezza legate a tali trasferte.<br>Su tale tema è stata svolta una specifica tesi di laurea nell’ambito del Corso di Laurea in Tecniche<br>della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro dell’Università di Torino.<br>All’interno di questo elaborato che rappresenta una sintesi del lavoro svolto:<br>- sono descritte le tipologie contrattuali più diffuse utilizzate per i lavoratori che si recano<br>all’estero (trasferta, distacco, trasferimento).<br>- è stata esaminata la normativa vigente applicabile al lavoro all’estero, tenendo conto che<br>in questo contesto non è possibile applicare una normativa univoca ed uniforme per tutti<br>i Paesi, ma si «intersecano» tra loro normative differenti, sia nazionali sia estere.<br>- sono proposte delle linee guida per una corretta valutazione dei rischi a cui sono esposti<br>i lavoratori all’estero. In particolare, l’attenzione sarà focalizzata sulle responsabilità e gli<br>obblighi del datore di lavoro che, come noto, deve assicurare idonee misure per la tutela<br>della salute e della sicurezza dei propri lavoratori.<br>- sono analizzati i fattori di rischio e conseguentemente i rischi che devono essere oggetto<br>di valutazione attraverso uno schema di analisi e di gestione, fornendo le relative misure<br>di prevenzione e protezione. In relazione alle risultanze di tale valutazione saranno<br>analizzate le problematiche relative all’organizzazione del viaggio e alla gestione delle<br>emergenze.<br>- è stata presa in considerazione l’attività legata alla sorveglianza sanitaria che, il medico<br>competente aziendale deve effettuare nei confronti dei lavoratori che si recano all’estero,<br>nonché i contenuti che devono essere previsti nell’erogazione dell’informazione e<br>formazione specifica dei lavoratori.<br>Viene inoltre descritta l’attività effettuata nell’ambito di una ricerca sul campo realizzata in<br>collaborazione con un Tecnico della prevenzione del SPreSAL ASL TO3 della regione Piemonte, il<br>quale ha fornito un concreto indirizzo nella scelta delle aziende presenti sul territorio di<br>competenza di tale ASL che inviano i loro lavoratori in paesi esteri. Tale ricerca è stata realizzata<br>attraverso la somministrazione, e successiva elaborazione, di questionari compilati dal personale<br>delle aziende individuate. Lo scopo finale è stato quello di ottenere un quadro rappresentativo<br>su come le aziende interpellate si comportano in merito alla sicurezza e salute dei propri<br>lavoratori che operano all’estero</p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5807 Proposta di una Matrice Osservativa a supporto dell’identificazione e gestione di anomalie nella valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico 2021-05-04T11:21:11+02:00 Nicola Piumatti nicola.piumatti@icloud.com <p>L’approccio allo studio parte dall’utilizzo di metodi noti e utilizzati nel mondo del lavoro per la valutazione e la quantificazione del rischio da sovraccarico biomeccanico, differenziati per tipologia di rischio e movimento, ma integra il processo di analisi delle criticità con altri strumenti impiegati in Ergonomia che tengono in considerazione ad esempio, aspetti di comportamento degli operatori, valutazioni ambientali e altri fattori che vengono esplorati e valutati mediante rilievi qualitativi.</p> <p>Utilizzando più tecniche di rilevamento e analisi si intende affinare un approccio funzionale all’analisi di problematiche riguardanti il sovraccarico biomeccanico una situazione di lavoro complessa e diversificata come quella che caratterizza la realtà oggetto di studio, per proporre, testare e valutare l’uso di strumenti di valutazione integrati. Nelle situazioni di lavoro complesso i metodi quantitativi classici applicati per la valutazione di uno specifico rischio non riescono spesso a tener conto della visione di insieme, più ampia e sistematica che caratterizza le relazioni fra i diversi elementi del sistema e i problemi che ne derivano. Si ritiene che la combinazione di metodi e strumenti sia qualitativi sia quantitativi per la valutazione di criticità (ognuna specifica per un certo problema di carattere biomeccanico, organizzativo, di relazione con l’ambiente, tecnico-strumentale e comportamentale) possa&nbsp; far emergere quadri più esaustivi delle problematiche e della loro origine portando a visioni e soluzioni innovative per il miglioramento delle condizioni di lavoro per aumentare salute, sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro.</p> <p>Si mira, dunque, a proporre, attraverso l’utilizzo della matrice osservativa qui proposta e testata, un processo valutativo con l’assunzione di una maggiore visione d’insieme, per produrre un modello replicabile anche in altri contesti, per verificarne l’efficacia e l’effettiva capacità di porre in evidenza quelle particolari criticità e relative soluzioni, che singoli metodi classici non riescono ad evidenziare.</p> 2021-05-03T14:47:54+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5808 Monitoraggio e analisi delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro 2021-05-04T11:21:23+02:00 Gabriele Pierro gabriele.pierro@edu.unito.it <p>Con la diffusione della pandemia da COVID19 si è resa necessaria l’adozione di misure di prevenzione e protezione per il contenimento del virus nei luoghi di lavoro, vista anche l’esigenza da parte delle aziende economiche e produttive di riprendere l’attività al più presto.</p> <p>Durante la Fase 2 sono stati resi disponibili protocolli nazionali e internazionali aggiornati, di riferimento procedurale, organizzativo e tecnologico volto a minimizzare la probabilità di contagio tra lavoratori per un rientro controllato.</p> <p>L’obiettivo di questo studio è quello di osservare e valutare tramite lo sviluppo di un sistema di monitoraggio, sia in termini qualitativi che quantitativi, l’applicazione delle misure di prevenzione indicate nei protocolli e nelle linee guida nazionali e internazionali nelle attività della Regione Piemonte ed individuare possibili segnali di allerta.</p> <p>Lo studio ha preso l’avvio con la somministrazione a professionisti con responsabilità nel campo della sicurezza del lavoro di una check-list, elaborata sulla base dello studio e del confronto preliminare dei documenti di indirizzo sia nazionali che internazionali.</p> <p>Sono state compilate 24 check-list, prevalentemente di aziende della provincia di Torino con dimensioni e settore produttivo molto differenziati. Da quanto descritto si evidenzia una bassa applicazione o un’applicazione diversa da quanto ci si aspettava su alcune misure inerente: agli spazi comuni, all’informazione, alla gestione del personale esterno, alla misurazione della temperatura corporea, alle entrate/uscite scaglionate e alla divisione del personale in squadre. Sono anche proposte misure aggiuntive a quelle prescritte.</p> <p>I risultati ottenuti con le check list ci hanno permesso di elaborare una traccia di discussione sulla base della quale abbiamo condotto 7 interviste semi-strutturate a due gruppi di tecnici della prevenzione che si occupano di sicurezza negli ambienti di lavoro: un gruppo composto da esperti che si occupano di vigilanza (n. 3 persone) e l’altro composto da professionisti che hanno ruolo di progettazione, organizzazione e gestione negli ambienti di lavoro (n. 4 persone). Agli intervistasti sono stati richiesti anche considerazioni e riflessioni sulle situazioni più critiche emerse dalla compilazione delle check-list arricchite dalla loro esperienza professionale sul campo.</p> <p>Tutti gli intervistati concordano sull’utilità dei protocolli specialmente nella prima fase della pandemia anche se tutti riferiscono che le indicazioni debbano essere adattate alla realtà specifica (recepimenti nel DVR e nei DUVRI). È segnalata anche la mancanza di chiarimenti sui termini utilizzati nei protocolli.</p> <p>Le risposte fornite ci hanno mostrato, come ci si poteva aspettare, che molte misure inerenti agli spazi comuni ad esempio, hanno trovato difficoltà di applicazione per motivi economici, di gestione e organizzazione soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni.</p> <p>È evidenziato una forte diminuzione della percezione della gravità del rischio da parte dei lavoratori che ha influito pesantemente sui comportamenti individuali anche a causa del “bombardamento” mediatico non sempre in linea con le prescrizioni contenute nei protocolli. È quindi segnalata la necessità di interventi di formazione mirati sulla modificazione degli stili di vita.</p> <p>Figura centrale per garantire l’evoluzione dei protocolli da disposizioni generali a vero strumento di prevenzione è il TPALL per la specificità del suo ruolo professionale.&nbsp; È anche evidente che il tecnico della prevenzione si deve porre il problema dei cambiamenti dei comportamenti e degli stili di vita fondamentali per mantenere nel tempo il livello di guardia sui rischi.</p> <p>Inoltre, il Tecnico della Prevenzione oltre che a essere la figura demandata a far applicare i protocolli e/o le norme emanate dagli organi di governo non può esimersi dall’analizzare e valutare l’efficacia delle misure adottate, delle criticità relative e delle possibili integrazioni anche utilizzando strumenti di indagine quali quantitativi costruiti <em>ad hoc.</em></p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5810 Evoluzione nei processi di verniciatura e impatto sull'inquinamento atmosferico e sulla salute pubblica: analisi di un caso-studio in un'azienda del settore automobilistico 2021-05-04T11:21:21+02:00 Simone Latorre alessandro.santin@unito.it <p>Il processo di verniciatura ha sempre avuto un forte impatto sulle emissioni, sulla salute dei lavoratori e sulla quantità di rifiuti prodotti. Da questo punto di vista migliori tecnologie (come pistole vernicianti più efficienti e quindi meno impattanti, impianti vernicianti robotizzati e cabine di verniciatura all'avanguardia) possono portare ad una riduzione di esposizione dei lavoratori e dell'impatto sull'ambiente esterno sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera che i rifiuti prodotti. Un contributo verso la riduzione dell’impatto è anche attribuibile all'utilizzo di vernici a base acquosa e non più, come in passato, contenenti solventi.</p> <p>Contribuisce al rischio di esposizione e all’impatto sull’ambiente anche il cosiddetto <em>overspray</em>, ossia la parte di vernice emessa e spruzzata che non si deposita sulla superficie da verniciare, e di cui è stato quantificato l'impatto sulle emissioni dovuto al contributo sul totale del prodotto erogato.</p> <p>Come esempi per eccellenza del continuo miglioramento sono stati considerati i BREFs - Bat Reference Documents.</p> <p>Questo elaborato si è posto quindi l’obiettivo di correlare un’efficace azione preventiva tramite lo sviluppo di nuove tecnologie ed un controllo sull’applicazione normativa, ma anche sull’adeguatezza dei sistemi produttivi riguardante il processo di verniciatura.</p> <p>La progressiva evoluzione degli impianti di verniciatura si traduce in accorgimenti e tecnologie sviluppate dalle aziende al fine di ridurre le emissioni in atmosfera, sia per rispettare la normativa vigente che per la propria policy ambientale al fine di vantare una bassa <em>environmental footprint</em>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p>Come modello attuale di implementazione delle migliori tecnologie disponibili, è stata&nbsp; oggetto di studio un’azienda del settore automobilistico, in particolare uno stabilimento FCA Avvocato Giovanni Agnelli Plant “AGAP” sito a Grugliasco (TO).</p> <p>In un contesto in cui la riduzione dell’impatto ambientale richiesta al settore industriale è sempre crescente nel corso del tempo<sup>1</sup>, il ruolo del Tecnico della Prevenzione si pone come importante figura professionale non riducibile ad un mero compilatore di DVR, bensì come professionista abile nel coniugare il rispetto della normativa ed al contempo rivestire il proprio ruolo con un orizzonte a lungo termine. In tal modo si valorizza la prospettiva futura scaturita dalla collaborazione con altre figure professionali (quali ad esempio tecnici del settore ricerca e sviluppo), al fine di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale. Aspetto, quest’ultimo, utile e benefico sia all’ambiente che all’azienda stessa.</p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5811 Food delivery e sicurezza alimentare: Indagine sui fattori di rischio e loro percezione 2021-05-04T11:21:08+02:00 Alice Rastello alicerastello@gmail.com <p>Food delivery e sicurezza alimentare: Indagine sui fattori di rischio e loro percezione</p> 2021-05-03T15:25:19+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5812 Il Tecnico della Prevenzione e la pandemia da SARS-CoV-2. 2021-05-04T11:21:19+02:00 Fabrizio Romano fromano@aslto4.piemonte.it <p><strong>Il Tecnico della Prevenzione e la pandemia da SARS-CoV-2.</strong></p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5813 Quando l'infortunato è RSPP 2021-05-06T16:39:21+02:00 Michele Montrano michele.montrano@unito.it <p><strong>Quando l'infortunato è RSPP</strong></p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ojs.unito.it/index.php/pinc/article/view/5814 Cattivo stato di conservazione acqua in bottiglia - commento sentenza Corte di Cassazione 2021-05-06T16:43:51+02:00 Michele Montrano michele.montrano@unito.it <p>Cattivo stato di conservazione acqua in bottiglia - Commento a sentenza Corte di Cassazione</p> 2021-05-03T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement##